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Applausi



Non stimo Bonanni. Non posso tracciarne, non essendo ancora nel mondo del lavoro, un profilo completo delle sue qualità di sindacalista: ho però in mente il suo ruolo nella questione Alitalia, le offerte di ministeri, il contributo determinante alla frammentazione sindacale (vedasi Piano di Rinascita della P2 di Licio Gelli).

È emblematico che sia stato l'unico esterno al Pdl (fatta esclusione per personaggi dello spettacolo) a partecipare l'anno scorso alla Festa della Libertà a Milano.

Alla Festa Democratica di Torino l'avrei forse fischiato o avrei tentato un dibattito (anche se, per esperienza personale, ho notato che in casa Pd, dibattere risulta assai problematico).

Però un fumogeno non l'avrei tirato.

E mentre guardavo le immagini della contestazione a Bonanni, mi tornavano alla mente le immagini di quella a Dell'Utri a Lecco e quella a Schifani (e al Pd che l'ha invitato a Torino). Contestazioni vere, con i fischi, ma anche con gli argomenti, i dati, i dossier, gli articoli di giornali esposti, anche se poche telecamere li avrebbero ripresi. Contestazioni completamente diverse da quelle rivolte a Bonanni.

E, mentre le guardavo, mi arrabbiavo con quei ragazzi che avevano sfiorato la violenza, svilendo, a favor di telecamere di tg, le argomentazioni delle contestazioni precedenti, accomunate senza pudore da pseudo giornalisti.

Poi, d'un tratto, di fronte a quel fumogeno e a quegli spintoni tra security e contestatori, mi sono tornate in mente delle parole: “Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale.

Che la contestazione contro Bonanni sia il tributo al (troppo) compianto Francesco Cossiga?

Pubblicato il 14/9/2010 alle 21.56 nella rubrica diario.

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