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Norton non c'è, l'editoriale sì

Norton.

In teoria l'uscita prevista era a dicembre.

Poi, per vari motivi (anche la cronaca, naturalmente), il tempo è passato.

Per questo, per evitare di presentare ai nostri pochi ma affezionati lettori un giornale poco attuale, abbiamo deciso di saltare questo numero.

Per il numero che sarebbe dovuto uscire, il primo articolo che avevo scritto era l'editoriale.

L'avevo scritto una sera (o meglio una notte) di novembre.

Drammaticamente, è diventato attuale.

Lo trascrivo di seguito, non so ancora se come inedito o come anteprima.

Il vizio della memoria

È strano pensare che tra qualche decennio, forse anche meno, ci saranno strade intitolate ad Andreotti, Craxi e, perché no, Berlusconi.
Inquietante, più che il pensiero in sé, è il timore che nessuno ricorderà più quel che fecero.
Il cittadino dimenticherà.
Il cittadino dimenticherà che Bettino Craxi, per sfuggire alla giustizia, in seguito alle indagini di Mani Pulite, fuggì ad Hammamet. Il cittadino dimenticherà perché il succitato Craxi, invece di essere definito latitante, secondo il corretto uso del lessico italiano, è diventato un grande statista morto esule. Una parola che, nonostante all'epoca non avessi nemmeno otto anni, ricordo di aver sentito anche nel 2000, quando alla notizia della sua morte (scoprii dopo) diversi esponenti politici proposero i funerali di Stato, dimenticando appunto il suo status di latitante.
Il cittadino dimenticherà che Andreotti è stato giudicato colpevole del reato di associazione mafiosa fino alla primavera del 1980, reato prescritto.
Il cittadino lo dimenticherà perché non è mai stato informato e, anzi, talvolta è stato ingannato da chi gli ha spacciato quella prescrizione (con annesso riconoscimento di colpevolezza) per un'assoluzione. Via Giulio Andreotti sarà vicino a via Carlo Alberto dalla Chiesa. E nessuno saprà riconoscere la differenza.
Il cittadino dimenticherà che Silvio Berlusconi è entrato in politica manipolando il consenso attraverso l'uso del suo impero mediatico, cacciandone gli spiriti liberi con il plauso di chi non conosce il significato di democrazia, che ha realizzato il piano eversivo della P2, che ha sacrificato sull'altare dei suoi interessi i massimi principi costituzionali, siano essi l'uguaglianza, la giustizia, la libertà di espressione. Via Berlusconi sarà vicino a via Borsellino o a via Ambrosoli. E nessuno saprà riconoscere la differenza.
Il cittadino dimenticherà. Ma dimenticherà soprattutto perché avrà voglia di dimenticare. Perché negli anni non ha mai avuto voglia di sapere. Perché non gli è mai convenuto. Perché la sua frase preferita è sempre stata: "Tanto non cambia niente". Perché informarsi è un diritto, ma anche un dovere e al cittadino i doveri non piacciono.
Perché, in fondo, si identifica più in Craxi, Andreotti e Berlusconi piuttosto che in Dalla Chiesa, Borsellino e Ambrosoli.
Il cittadino dimenticherà. Perché gli conviene.
Ma, a costo di essere sgradita al cittadino smemorato, io continuerò a coltivare il vizio della memoria. Coltiverò il vizio della memoria e quello di chiamare le cose con il loro nome.
Perché un delinquente rimane tale, anche se prescritto, latitante o improcessabile e, in fondo, anche se gli è stata intestata una via.

Pubblicato il 3/1/2010 alle 19.59 nella rubrica Norton.

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